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Sabbiature carene

Trattamento antivegetative
Sabbiature carene
La sabbiatura delle carene è una tecnica di preparazione delle superfici, utilizzata principalmente nel settore nautico per trattare le carene delle imbarcazioni. Consiste nell’utilizzare un getto di sabbia o altro materiale abrasivo ad alta pressione per rimuovere incrostazioni, vernici danneggiate, ossidazione o altre impurità dalla superficie della carena (la parte inferiore dell’imbarcazione che entra in contatto con l’acqua).
Vantaggi della sabbiatura delle carene:
- Rimozione di incrostazioni e biofouling: Alghe, molluschi e altre forme di vita marine che si attaccano alla carena vengono facilmente rimossi, migliorando le prestazioni e riducendo la resistenza all’acqua.
- Preparazione per la nuova verniciatura: La sabbiatura prepara la superficie della carena per l’applicazione di nuove vernici antivegetative o antiusura, garantendo una migliore adesione.
- Rimozione di ossidazione e ruggine: Se la carena è fatta di metallo, la sabbiatura rimuove la ruggine e le impurità, prevenendo danni maggiori alla struttura.
- Superficie liscia e uniforme: La sabbiatura crea una superficie più uniforme, eliminando vecchie vernici o imperfezioni che potrebbero compromettere le prestazioni in acqua.
Noi di RS NAUTICA offriamo un servizio a 360 gradi per le vostre carene tra cui il servizio di sabbiatura sia presso il nostro cantiere sia sul posto comprso cicli anti osmosi e preparazioni di antivegetative prima della stagione
Trattamento antivegetative
Il termine “antivegetativo” si riferisce generalmente a sostanze o trattamenti che impediscono o inibiscono la crescita in particolare di alghe, erbacce o altra vegetazione.
I rivestimenti antivegetativi sono comunemente utilizzati sugli scafi delle navi per prevenire la crescita di alghe, cirripedi e altri organismi marini che potrebbero compromettere le prestazioni e la durata della nave. Questi rivestimenti contengono in genere biocidi che sono tossici per la vita marina ma riducono la crescita indesiderata.
Osmosi dello scafo
L’osmosi allo scafo si riferisce al fenomeno fisico che avviene quando l’acqua penetra all’interno di un’imbarcazione attraverso il gelcoat (la finitura esterna del laminato in vetroresina) o altre strutture, causando la formazione di bolle o vesciche sulla superficie dello scafo. Questo processo si verifica principalmente nelle imbarcazioni in vetroresina, che sono molto comuni, e può portare a danni strutturali se non trattato correttamente.
Cause dell’osmosi:
- Penetrazione dell’acqua: L’acqua marina o dolce, attraverso la combinazione di pressione e capillarità, riesce a infiltrarsi sotto il gelcoat. Se lo scafo non è ben sigillato o se ci sono micro-crepe o difetti, l’acqua può penetrare facilmente.
- Composizione del materiale: I materiali compositi come la vetroresina sono porosi a livello microscopico. Quando l’umidità entra e non può uscire, si crea un ambiente favorevole alla reazione chimica che porta alla formazione di bolle o vesciche.
- Condizioni ambientali: L’osmosi è spesso più prevalente in ambienti umidi o in presenza di alte concentrazioni di salinità nell’acqua. Anche l’esposizione prolungata a temperature elevate può accelerare il processo.
Sintomi dell’osmosi:
- Bolle o vesciche sulla superficie: La manifestazione più visibile è la comparsa di piccole bolle o vesciche sotto il gelcoat. Queste possono essere visibili anche ad occhio nudo, ma potrebbero non essere percepite finché il problema non diventa grave.
- Diminuzione della resistenza strutturale: Se l’osmosi non viene trattata, la struttura in vetroresina potrebbe indebolirsi, con un conseguente rischio di deterioramento a lungo termine.
- Degrado del gelcoat: La presenza continua di acqua sotto il gelcoat può anche causare danni al rivestimento esterno, come macchie o sbiadimento.
Trattamento dell’osmosi:
- Diagnosi precoce: È importante diagnosticare il problema il prima possibile. Si può fare attraverso un’ispezione visiva e, in alcuni casi, utilizzando un igrometro per misurare l’umidità all’interno del laminato.
- Rimozione del gelcoat: Una volta identificata la presenza di osmosi, la parte danneggiata del gelcoat deve essere rimossa. Ciò consente all’umidità intrappolata di evaporare e al materiale sottostante di asciugarsi.
- Ripristino del laminato: Dopo aver asciugato e rimosso l’umidità, il laminato può essere riparato, talvolta con la sostituzione di alcune parti danneggiate, e poi riapplicato un nuovo gelcoat per proteggere la superficie.
- Prevenzione: L’adozione di misure preventive, come l’applicazione di trattamenti protettivi o l’uso di materiali impermeabilizzanti, può aiutare a ridurre il rischio di osmosi in futuro. Inoltre, il mantenimento di una buona cura dello scafo (ad esempio, lavaggio regolare e ispezioni periodiche) è essenziale.
Prevenzione e cura:
- Uso di un buon antivegetativo: Una buona protezione contro la crescita di alghe e muffa può ridurre la penetrazione di acqua.
- Conservazione in ambienti asciutti: Evitare che lo scafo rimanga in acqua per lunghi periodi di tempo o in ambienti umidi può prevenire l’osmosi.
- Controlli periodici: Monitorare regolarmente lo scafo per segni di danneggiamento e accumulo di umidità è cruciale per evitare danni estesi.

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Impianti elettrici
Gli impianti elettrici nautici sono una parte fondamentale delle imbarcazioni moderne, progettati per garantire il funzionamento di tutti i dispositivi elettrici a bordo, dalla navigazione alla sicurezza, fino alla vita quotidiana in mare. Un impianto elettrico nautico deve essere robusto, sicuro e resistente agli ambienti marini, che possono essere corrosivi e soggetti a condizioni di umidità e salinità.
Componenti principali di un impianto elettrico nautico:
- Batterie: le batterie sono utilizzate per alimentare i sistemi elettrici a bordo. Le batterie per imbarcazioni sono generalmente al piombo-acido, AGM (Absorbent Glass Mat) o litio. Le batterie devono essere dimensionate per supportare tutti i consumi energetici dell’imbarcazione.
- Caricabatterie: caricabatterie sono fondamentali per mantenere le batterie cariche quando non si è in navigazione, ad esempio tramite il motore o una fonte esterna come una presa di corrente a terra.
- Alternatore o Generatore: In molte imbarcazioni, il motore principale è dotato di un alternatore che carica la batteria durante la navigazione. Le barche più grandi o quelle che richiedono più energia possono avere un generatore separato.
- Distribuzione dell’energia: I quadri elettrici sono utilizzati per distribuire l’energia alle varie utenze a bordo, come luci, pompe, sistemi di navigazione, elettronica di bordo, impianti audio, etc.
I fusibili o gli interruttori automatici proteggono ogni circuito da sovraccarichi. - Cavi e connettori: I cavi utilizzati nell’impianto nautico devono essere adatti all’ambiente marino, quindi resistenti alla corrosione e al danneggiamento meccanico. Spesso sono cavi a bassa tensione, con guaine speciali per proteggere contro l’umidità e la salinità.
- Sistema di messa a terra: Un sistema di messa a terra è essenziale per la sicurezza elettrica, evitando il rischio di scosse elettriche e danni agli apparati elettronici. La messa a terra deve essere ben progettata e protetta contro la corrosione.
- Luci di navigazione e segnali: Le luci di navigazione (prua, poppa, laterali) e altri segnali luminosi (come il faro di prua) sono alimentati dal sistema elettrico e sono fondamentali per la sicurezza in mare.
- Strumenti di navigazione: La strumentazione elettronica come GPS, radar, ecoscandagli, e plotter cartografici dipendono dall’impianto elettrico. In alcune barche, questi strumenti sono alimentati separatamente per evitare sovraccarichi.
- Impianto di sicurezza: Gli impianti di sicurezza come il sistema di allarme (fumo, incendio, gas, etc.), pompe di sentina e le luci di emergenza sono tutti alimentati dal sistema elettrico.
Considerazioni importanti:
- Resistenza alla corrosione: Gli impianti elettrici nautici devono essere progettati con materiali resistenti alla corrosione, come i cavi in rame tinato o leghe speciali per connettori.
- Compatibilità con il sistema di alimentazione: Le barche possono essere alimentate a 12V, 24V o 48V, a seconda delle dimensioni e delle necessità di potenza. Alcuni impianti utilizzano anche l’alimentazione a 230V tramite un inverter che converte la corrente continua della batteria in corrente alternata.
- Sicurezza: Gli impianti elettrici nautici devono rispettare specifiche normative per garantire la sicurezza dell’imbarcazione e dei suoi occupanti. L’installazione deve essere eseguita da professionisti competenti.
